
È mezzanotte: l'ora giusta per uscire nella pace notturna alla ricerca d'incontri speciali.
In compagnia di un amico, ci incamminiamo verso una vicina foresta. Pila sulla testa, procediamo in silenzio, molto lievemente, tra i campi avvolti nel buio. Non c'è la luna e a malapena s'intravvede il sentiero davanti a noi. A tratti si sentono dei rumori tutt'attorno: un ramoscello che si spezza, un pigna che cade per terra... Col terzo occhio illuminiamo i neri spazi che ci circondano, alla ricerca di occhi luccicanti... Ah! Laggiù c'è qualcosa! Una volpe!! Una grossa volpe che saltella tra i campi... ci guarda per un istante e poi continua per la sua strada.
Avanziamo nella notte e sempre più forti e chiari si odono ormai bramire i cervi! Eh sì, proprio loro, che con l'arrivo dell'autunno scendono sul fondovalle per incontrarsi in una frenetica festa!
L'aria è carica di energia. Ascoltare i versi di questi grossi animali è davvero emozionante! Ci si sente così piccoli di fronte all'immensa forza della riproduzione. E ci si sente così coinvolti... Il mistero dell'unione tra maschile e femminile... questo meraviglioso gioco della vita!
La stagione degli amori comincia verso la metà di settembre e continua per circa un mesetto. I maschi diventano particolarmente attivi ed inquieti; il loro udito e odorato ancora più sensibili del solito. Le corna sono cresciute completamente, il loro mantello si è ormai tinto di rosso e possono ora mostrarsi in tutta la loro grandezza e forza. Percorrono delle lunghe distanze, annusando le tracce lasciate dalle femmine in calore e cercando di radunarne il più possibile attorno a sé. Ed è così che cominciano gli affronti e le lotte tra i maschi. Dapprima in un rituale che permette loro di stabilire la forza e il rango dell'avversario, in seguito, piuttosto raro, con l'affronto diretto. In alcuni casi speciali, gli scontri possono diventare talmente violenti da scapparci pure il morto - o i morti, visto che a volte sembra addirittura che capiti ai maschi di non riuscire più a separare le corna intrecciate. In questo periodo, i maschi non si nutrono praticamente più e possono perdere fino a 20 Kg.
Sconfitti, i cervi più giovani e più deboli rimangono ugualmente nelle vicinanze, in attesa di una disattenzione del maschio dominante. Le femmine, infatti, sembrano concedersi volentieri alle attenzioni di quest'ultimi, che possono così imparare le giuste maniere e le delicatezze da osservare per il corteggiamento.
Durante l'inverno, maschi e femmine si separano su territori lontani. I primi in una coalizione non organizzata, mentre le seconde in una gerarchia ben strutturata.
La femmine, dopo 33-34 settimane di gestazione, partoriscono normalmente un solo piccolo nel mese di maggio-giugno, separandosi dal gruppo in un luogo isolato e tranquillo, per occuparsene durante tutto l'inverno successivo. Mentre i cerbiatti maschi tendono in seguito a riunirsi in gruppi, le femmine possono rimanere con la madre anche l'anno seguente.
E poi... sì, tutto può ricominciare daccapo... una nuova generazione... nuovi creatori... antichi rituali.
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domenica, 4 novembre 2007
La festa dei cervi
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Ivan
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sabato, 17 marzo 2007
La processionaria
Tutte pronte? Si parte!
Erano già là, in mezzo al sentiero, che marciavano tutte in fila... come in una processione.
Sono loro a costruire quelle belle lanterne sui pini. All'arrivo dell'autunno le larve della Processionaria del Pino (Thaumetopoea pityocampa) si radunano tutte lì, per proteggersi dal freddo. Poi, con i primi caldi primaverili, la voglia di cambiamenti si fa sentire. Allora escono e partono tutte assieme, per andare a cercare un posto dove interrarsi. La metamorfosi comincia sotto terra, dapprima passando dallo stadio della crisalide per poi diventare adulti. Le farfalle escono dunque dal terreno nei mesi estivi. Non possiedono organi per l'alimentazione e vivono soltanto alcuni giorni al fine d'incontrare un partner e dedicarsi alla riproduzione.
Le femmine depongono fino a 300 uova solitamente sugli aghi di pini isolati, proteggendole con i lunghi peli che staccano loro stesse dal proprio corpo. Alla loro schiusa, dopo circa un mese, cominciano a cibarsi delle foglie che trovano attorno a loro e, piano piano, cominciano a tessere dapprima un nido estivo e, verso l'autunno, più grande e compatto, il nido invernale, nel quale si raggruppano molte larve insieme e dove, grazie alla sua particolare struttura, possono proteggersi dalle basse temperature.
Poi torna la primavera e allora tutto ricomincia daccapo... Dall'immobilità della terra alla giocosità del vento. Prima esperti tessitori e poi grandi esploratori...
Ah, sì, quasi dimenticavo... ci sono poi tutte le storie di allergie, infestazioni e pericoli vari. A me, personalmente mi sembra che si esageri un po', ma di questo non mi occupo e lascio a voi il compito d'informarvi... una rapida ricerca su Google porta subito a un sacco di risultati
Pubblicato da
Ivan
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